Dal turismo esperienziale all’economia delle esperienze

Andrea VerroneSenza categoria

Oltre ⅔ dei viaggiatori preferisce vivere esperienze durante le proprie vacanze

Il nuovo paradigma che sta spopolando da un pò di tempo a questa parte si chiama: turismo esperienziale. 

Sono sempre di più, infatti, quelli che in vacanza cercano esperienze coinvolgenti e vivere momenti “unici” da condividere con gli abitanti del luogo.

Vi ricordate la vecchia pubblicità dei 2 fustini al prezzo di 1? Bhè, secondo Skift Research il 67% dei viaggiatori scambierebbe volentieri una notte in più in una camera di un hotel di lusso per un’attività, un’esperienza, specialmente se culturale.

Del resto, anche gli psicologi T. Gilovich, A.Kumar d M. Killingsworth sostenevano che “investire denaro in esperienze rende più felici che spendere gli stessi soldi in altri acquisti”. La teoria sembra essere confermata anche dalla ricerca Multi National Travel Trend di Expedia: i viaggiatori prendendo decisioni privilegiando le scelte “di cuore”, legate alle proprie emozioni, invece che guardare “al portafoglio”.
Questa tendenza rappresenta una grossa opportunità, che le Pubbliche Amministrazione dovrebbero cogliere, per valorizzare forme di turismo slow che attraggono fortemente fasce di popolazione alto-spendente, e dare vita a nuove forma di economia delle esperienze, generata dal basso ed animata dalle stesse comunità locali.

Il cambiamento è già in atto, ma si investono ancora troppe poche risorse capaci di creare valore per borghi e centri storici, invasi dal turismo mass market mordi e fuggi che “sfrutta e consuma” il territorio. 

feel@home promuove nuove forme di sviluppo imprenditoriale locale, consentendo ad artigiani, commercianti e piccoli esercenti di acquisire visibilità proponendosi in modo nuovo favorendo uno scambio reciproco di esperienze che arricchisce, al tempo stesso, la comunità e il viaggiatore.

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Andrea Verrone